Cantieri sull'Adige. Trasformazioni urbane a Verona negli anni Trenta

Cantieri sull'Adige. Trasformazioni urbane a Verona negli anni Trenta Luigi Stendardo

Nel corso degli anni Trenta fu condotta una seconda tranche di lavori di difesa dall’Adige, a completamento di quelli iniziati all’indomani della piena del 1882. I cantieri durarono dal 1929 al 1936, quando venne inaugurato il lungadige del Littorio, ora di San Giorgio. Rispetto al progetto originale ottocentesco, che prevedeva l’inalveamento del tronco urbano del fiume attraverso possenti argini di laterizio e pietra, con i lungadige novecenteschi si crearono delle situazioni urbane differenti, pur sempre dettate da precise esigenze idrauliche. Se il lungadige Campagnola è caratterizzato dalla verticalità del muro, negli altri vennero realizzati piani inclinati e rampe di collegamento tra strada e fiume, dando luogo a una significativa trasformazione dello spazio e del paesaggio urbano.

Il volume raccoglie la documentazione fotografica d’archivio dei cantieri dell’Adige. Gli scatti sui lavori condotti dal Regio Genio Civile diventano un’occasione di riflessione sul cantiere, una fase significativa per l’immagine e la vita della città, di cui spesso si perdono la memoria e il senso. Dall’indagine sui lavori degli anni Trenta, emergono una originale visione sulle potenzialità del cantiere per la città contemporanea e una innovativa prospettiva di re-immissione nella forma e nella vita urbana della straordinaria documentazione conservata presso gli archivi veronesi.

Opere pubbliche nell’area di San Giorgio nel Novecento

Opere pubbliche nell’area di San Giorgio nel Novecento Angelo Bertolazzi

Nel corso degli anni Trenta l’area di San Giorgio compresa tra ponte Garibaldi e ponte Pietra è stata oggetto di profonde trasformazioni legate all’espansione urbana verso Borgo Trento e ai lavori di difesa dal fiume Adige. Tra il 1932 e il 1933 venne ricostruito ponte Garibaldi, mentre tra il 1935 e il 1936 fu realizzato il lungadige del Littorio, causando la demolizione delle case di Sant’Alessio e di Santo Stefano, l’ultima parte della città a diretto contatto con il fiume.

I lavori documentati dalle fotografie del Regio Genio Civile sono testimoni di quel fervore edilizio che contrassegnò Verona negli anni tra le due Guerre Mondiali e che, attraverso interventi infrastrutturali, non solo assecondò lo sviluppo verso l’esterno, ma trasformò profondamente l’immagine storicamente consolidata della città. Il volume proposto raccoglie queste testimonianze, lasciando raccontare alle immagini quei momenti di profonda trasformazione urbana della città.

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